Trento-Scanzo- 2-3 (25-19 25-23 19-25 16-25 11-25)

Trento: Franceschini 8, Pizzini 3, Michieletto 14, Coser 8, Acuti 18, Leoni 14, Zanlucchi (L), Bonatesta 1, Poggio. Non entrato: Mussari. All. Conci

Scanzo: Gritti 8, Gerosa 2, Bonetti 22, Luppi 12, Corti 22, Riva 9, Viti (L), Gamba 2, J. Parma, Gherardi (L). Non entrati: Quintieri, Lizzola, M.Parma, Cassina. All. Marchesi

Note: durata set: 24’, 27’, 24’ 23′ 18′. Battute sbagliate: Trento 17, Scanzo 2. Battute punto: Trento 2, Scanzo 6. Muri: Trento 6 Scanzo 8.

Orgoglio, grinta, determinazione, 22 punti a testa dal tandem Corti-Bonetti e lo Scanzo – in versione diesel – ribalta la capolista. A Trento i nostri vanno sotto 0-2 poi però sfoderano una reazione da grande squadra (56% complessivo in attacco) e condannano l’Itas alla prima sconfitta stagionale. Un successo pesantissimo, sia per la forma che per la sostanza. Dal baratro al ribaltone, sulle ali dell’entusiasmo espugnare il mitico PalaTrento è quanto di meglio si possa chiedere per una sferzata ulteriore sul piano mentale e dell’autostima, che non guasta mai e che porta a cinque il numero di vittorie consecutive. Dopo una partenza fin troppo contratta che lascia spazio e campo alla verve dei padroni di casa, i giallorossi ripartono di slancio tanto da mantenere costantemente il vantaggio, si fanno raggiungere a 18, impattano a 21 ma mancano lo sprint. I prodromi per la risalita comunque si erano già visti, tanto che Gerosa e compagni mostrano d’aver assimilato la lezione e conducono il terzo parziale sulla falsariga del secondo senza però alcun tipo di distrazione e costantemente in controllo fin dal primo pallone – con Bonetti superbo protagonista – accorciano le distanze. La sensazione che i giovanotti padroni di casa abbiano la spia della riserva accesa diviene pressoché certezza all’alba del quarto parziale, quando Scanzo scappa subito (5-1 e 10-4) e indirizza, in totale scioltezza, il discorso verso il tie-break. Nel frangente chiave, quasi come un copione già scritto, emergono i peccati di gioventù dei padroni di casa che reggono fino a quota 10, poi sbagliano nella fase clou e Corti chiude i giochi sigillando – a doppia mandata – due punti di platino. Ora la vetta, occupata da Brugherio, è a – 1.

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