Scanzo-Concorezzo 3-0 (26-24 25-13 25-21)

Scanzo: Riva 20, Gritti 4, Gerosa 2, Bonetti 10, Quintieri 8, M. Parma 2, Viti (L), Gherardi (L), Gamba 5, Lizzola, J. Parma. Non entrati: Corti, Cassina. All. Marchesi

Concorezzo: Masciandri 8, Fumagalli 3, Daolio 18, Vecchiato 7, Milani 9, Beggiolin, Procopio (L), Guglielmana. Pavan, Santambrogio, Speziale, Lanzilotta. Non entrato: Sicurello. All. Gervasoni

Note: durata set: 27’, 20’, 25’. Battute sbagliate: Scanzo 2 Concorezzo 11. Battute punto: Scanzo 3 Concorezzo 4. Muri: Scanzo 6 Concorezzo 10

Un 3-0 che vale triplo. In un colpo solo Scanzo torna al secondo posto e dimentica sia la batosta dell’andata a Concorezzo sia l’ultima ad Ongina. La contemporanea battuta d’arresto di Trento a Bolzano, infatti, riporta i giallorossi nei play-off: ora, di nuovo a + 3, bisognerà conservare il vantaggio nella trasferta sul campo della capolista Brugherio (sabato 27) e nell’ultima casalinga della regular season, sette giorni dopo, con Vittorio Veneto.

Nonostante i cerotti (Corti ancora fuori, Bonetti sempre stoico e Gamba febbricitante in settimana), i bergamaschi trovano la quadra e soprattutto un Matteo Riva smanioso di riscattare la scialba prova a Monticelli d’Ongina. Lo schiacciatore (20 punti, 58%) è l’Mvp per distacco, al resto pensa coach Marchesi cambiando l’assetto: dapprima con la rotazione dei liberi Viti-Gherardi, poi inserendo Gamba per Parma sul’11-9 del secondo set. Il primo, invece, ha rischiato di trasformarsi nella sagra dei break sprecati (da 13-9 a 13-13, da 15-13 a 15-15, da 19-17 a 19-19) visto che i milanesi sono sempre rimasti in scia e hanno messo la freccia fino al doppio set point. Un campanello d’allarme che ha svegliato i nostri: 4-0 con Riva e Bonetti e vantaggio. Sciolto quel pizzico di tensione, il braccio va di conseguenza e Scanzo rientra imprimendo un ritmo troppo alto per Concorezzo che riduce il gap soltanto al già citato 11-9 per poi vedere scappar via l’avversario che passeggia forte del 59% in attacco.

Nel terzo periodo, come nel primo, per la missione risalita ci vuole un turno al servizio di Gerosa. Stavolta con un po’ più di fatica visto che Daolio e compagni restano avanti fino al 13-17, proprio al frangente in cui il regista di presenta ai nove metri: 17-17. Poi errore di Vecchiato e chiusura tutta con la griffe di Riva.

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