Vittorio Veneto – Scanzo 1-3 (15-25 25-23 16-25 15-25)

Vittorio Veneto: Mianiti 7, Perissinotto 11, Agostinello 7, Cozzi 5, Menardo 2, Cremonesi 9, Di Maulo (L), Fiore, Comenicini 1, Guerinoni 1, Croci 1. Non entrati: Miele, Minelli. All. Fasce
Scanzo: Riva 15, Gritti 11, Gerosa 2, Bonetti 16, Quintieri 7, Corti 22, Gherardi (L), Cassina, J.Parma. Non entrati: Lizzola, M. Parma, Viti, Gamba. All. Marchesi

Note: durata set: 22’, 28’, 25’ 24’. Battute sbagliate: Vittorio Veneto 6 Scanzo 15. Battute punto: Vittorio Veneto 5, Scanzo 5. Muri: Vittorio Veneto 6 Scanzo 13

Lo Scanzo centra i primi tre punti del suo 2019 e risale al terzo posto. Contro Vittorio Veneto, al Centro Pavesi di Milano, nonostante qualche scoria derivante dall’ultimo periodo, arriva la prova di forza tanto attesa. Contro la terzultima della classe Roberto Corti torna sugli standard che gli sono consoni con 22 punti (47%) all’attivo e Matteo Riva si conferma ancora maiuscolo con 15 palloni a terra (67 %) mentre, se il servizio funziona ad intermittenza, da sottolineare una bella prova a muro (13-6, Gritti ne firma 4).
I fantasmi di Concorezzo e Brugherio tuttavia fanno capolino quando i motori sono ancora freddi (1-4), ma soprattutto nel terzo parziale quando Quintieri e compagni, costantemente sotto nel punteggio, impattano a 22 salvo poi cedere sotto tre colpi consecutivi di Perissinotto. Quantomeno la distrazione stavolta non costa altri sanguinosi punti persi per strada poiché in avvio dal 12-12 i bergamaschi piazzano un 13-3 di parziale mentre, una volta raggiunti nel computo dei periodi, piazzano due accelerate per set e scongiurano altri scivoloni. Nel terzo, in ogni caso, non basta il 9-3 iniziale visto che Vittorio Veneto torna a – 2 (16-14) prima di capitolare complice l’allungo 9-2 poi nel quarto tutto è già indirizzato con un rapidissimo 16-4.

Al contempo i successi pieni di Brugherio su Mantova e di Trento su Concorezzo, che rimangono rispettivamente a + 5 e + 3, consentono alla compagine di Marchesi di riallacciare il gradino più basso del podio e di arrivare al giro di boa a quota 30.

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